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Sindaco e
centro giovanile

Simone Gheri,Sindaco di Scandicci: "Io intanto voglio dire che sono contento di essere qui stasera. Ringrazio don Marco e tutta la parrocchia di questo invito. Vi ringrazio anche delle preghiere della domenica. Perché per fare questa attività, che è una bella attività — io dico sempre che non me l'ha ordinato il dottore di farlo, è stata una libera scelta — è importante che qualcuno dedichi qualche minuto della propria giornata a pregare anche per coloro che, dal punto di vista dell'impegno civile, si dedicano alla vita collettiva e alla vita di tutti. E una di quelle frasi, che ha detto don Marco stasera, che ti danno una forza in più per affrontare i problemi che ci possono essere tutti i giorni nel governare una città complessa e grande com'è Scandicci. Quindi, grazie davvero di cuore, perché ne abbiamo tutti bisogno. Io apprezzo la presentazione e apprezzo il progetto. E credo di poterlo fare a nome di tutta la città. Ma voglio riprendere i due aspetti che ha detto don Marco. Lui li ha messi in un senso; io penso di poterli invertire. Ha detto che è una risistemazione urbanistica ed è un centro giovanile. Io, nei pensieri che mi venivano vedendo questo aspetto, dicevo che l'aspetto più importante di questo progetto è che ci sia in città un nuovo punto, un nuovo luogo in cui si aiutano i giovani a formarsi ed educarsi, con un percorso in questo caso religioso, ma che ne fa comunque dei cittadini che lavorano e guardano al bene altrui e al bene collettivo. E non è questa una cosa di poco conto. E' essenziale. Perché la buona convivenza, all'interno di una comunità com'è la nostra, ma anche nella convivenza dei popoli, sta nelle persone. Se c'è un ulteriore luogo in cui si fa "formazione" per individui che si occupano degli altri, che dedicano parte del proprio tempo ad occuparsi degli altri, questo è un fatto fondamentale, un fatto importante, dal nostro punto di vista e dal mio punto di vista. L'aspetto che colgo e apprezzo è questo: l'investimento da parte della parrocchia, grazie anche a questo lascito che c'è stato, non per trovare nuove risorse vendendo e ricavando abitazioni (di cui pure abbiamo bisogno), ma per farne un luogo di riflessione, di formazione, di percorso di preghiera. Questo io lo ritengo un aspetto fondamentale, importantissimo. Perché, insieme ad altri momenti ed occasioni, determina la costruzione di una comunità più consapevole di essere comunità e più forte anche con al suo interno gli antidoti contro un individualismo sfrenato, che può venire fuori in questi anni. Quindi questo io lo considero davvero un fatto importantissimo.Il secondo è quello sì del recupero di un pezzo della nostra città, ma soprattutto il recupero per una funzione che, da quel che capisco, non sarà solamente della città di Scandicci, ma sarà un elemento di attrazione e di interesse da parte di varie altre realtà. E questo è importante, dal punto di vista del sindaco e della comunità. Di una città che, fino a quindici anni fa, era considerata una periferia-dormitorio. Oggi (domani, in questo caso), insieme alle tante altre cose che abbiamo nella città, avremo anche un centro importante che avrà una visibilità oltre la città di Scandicci. E questo, dal mio punto di vista, è importante, perché significa portare il nome di Scandicci fuori, a giro per l'Europa e per il mondo, e sapere che a Scandicci c'è un centro dove si fa un percorso, si studia, si sta insieme, si approfondisce il percorso religioso che diceva don Marco. E questo è l'altro aspetto: l'aver scelto questa città per farci questo tipo di struttura, una struttura che darà ulteriore importanza e visibilità alla nostra città. Lo vedo come un fiore all'occhiello della nostra città, per una crescita della nostra società civile e perché è un punto di visibilità per la nostra città di Scandicci.Chiudo su un altro aspetto. Io vorrei che questo centro fosse un centro che si apre alla città, nelle forme e nei modi che consentono il concentrarsi e il pregare. Io credo che questo spazio — non il giardino interno a villa Turri, ma lo spazio che è intorno alla villa, dove nel progetto ho visto scritto "verde attrezzato" — nei modi e nelle forme opportune possa essere un luogo aperto alla città; un luogo certo gestito da voi e dalle persone che operano in quella struttura, ma che sia un punto di socializzazione. Io me lo immagino come un piccolo giardino, ma un giardino diverso da tutti gli altri. Gli altri sono giardini dove i bambini scorrazzano e fanno quello che devono fare i bambini. Questo, sia per la configurazione che ha, sia per l'ambiente in cui si trova, lo vedo come un giardino in cui c'è un po' di silenzio, dove chi lo frequenta ci va non per farci scorrazzare i bambini, ma per starci in silenzio, a leggere un libro o un giornale. Io credo che questo sia un bel segnale nei confronti della città e nei confronti di tutto quello che c'è d'intorno. Che il centro stesso, in termini di attività, sia davvero un centro che è aperto alla città, un punto importante di tutta la città.Io colgo questa scommessa. Da parte dell'amministrazione c'è apprezzamento per il progetto e apprezzamento dalla vostra parte nel portarlo avanti. E quindi mi auguro davvero di poterlo vedere in funzione il prima possibile".