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Dopocresima e giornali



Toscana Oggi

Il nostro viaggio fra i «gruppi giovanissimi» prosegue a S. Bartolo in Tuto: gli animatori sono coppie di sposi.
Bisogna dire che pur di far funzionare il dopocresima se ne escogitano proprio tutte. A San Bartolo in Tuto, in quel di Scandicci, una parrocchia antichissima di storia e recente di popolo, si è voluto valorizzare il ruolo delle famiglie cristiane come segno di continuità e di accoglienza. Una esperienza sicuramente interessante, se è vero, da una media di abbandoni che si aggirava al settanta per cento, si è passati in questi ultimi due anni a circa la metà.
Vediamo in cosa consiste la peculiarità di questo metodo. All'inizio della catechesi in preparazione alla Cresima, ogni gruppo viene affidato ad un coppia di sposi. Gli incontri hanno inizio con una celebrazione comunitaria in cappella, durante la quale il sacerdote introduce l'argomento del giorno, dopo di che ciascuna classe prosegue nella propria aula. Gli ultimi sei mesi del secondo anno, in particolare, vengono dedicati alla scoperta del Credo: ogni versetto viene approfondito ricercando tutte le citazioni bibliche cui esso rimanda, ed i ragazzi acquistano ben presto sicurezza nel confrontarsi con la Parola di Dio. Vengono curati la celebrazione penitenziale e quella dei tempi liturgici forti come il Natale e la Pasqua, quando anche i genitori vengono chiamati a partecipare. Da rimarcare il ritiro di preparazione alla Cresima, la «convivenza», che dura ben tre giorni, e la consuetudine di portare i neo- cresimati presso il vicino ospedale di Torregalli per dare agli ammalati il lieto annunzio della venuta del Signore.
Con il dopocresima, ecco la svolta: i gruppi iniziano a ritrovarsi presso la casa degli educatori. Sono una trentina le coppie impegnate in questa attività, fra di essi i coniugi Cicchino, due pionieri di questa esperienza. «In questo modo - racconta Lucia - si instaura un clima di familiarità che aiuta molto. I primi tempi, proprio per segnare un distacco dalla scuola, nella quale i ragazzi trascorrono molto del loro tempo, abbiamo lanciato attività come il collage ed il giornalino, quando abbiamo iniziato a trattare i temi del Catechismo della Chiesa cattolica: il Padre Nostro, il Credo, i comandamenti, ovviamente sem pre agganciando ci all'esperienza vissuta dai ragazzi». «Ogni mese -interviene Carmine, suo marito -affrontiamo un argomento, suddividendolo in quattro incontri. Nel corso dei primi due, che si svolgono a casa, discutiamo il tema con i ragazzi e ci confrontiamo con articoli di giornale prima e con la Parola di dio poi. Per il terzo incontro, invece, i gruppi si riuniscono in parrocchia alla presenza del presbiterio: la celebrazione comunitaria è un segno importante del loro essere partecipi della Chiesa, ed anche della centralità della Parola.
L'ultimo incontro si svolge nuovamente a casa, per riflettere insieme su ciò che abbiamo maturato e per cenare tutti insieme».
«Quello che resta -riprende Lucia - è che la Parola di Dio veramente può dare una risposta ai problemi concreti, quotidiani. Poi è molto bello ed importante il momento di condivisione intorno alla tavola, specie per quelli che sono figli unici e si divertono a giocare con i .nostri figli più piccoli, ed anche per coloro che hanno situazioni familiari particolari. Certo, all'inizio sembrava una follia, mettere a tavola tanti ragazzi insieme, e invece il Signore ci ha aiutato». Il responsabile di tanti guai, don Marco Calamandrei, sorride soddisfatto sotto i baffi che non ha e ammette che sì, i primi anni occorreva riunirsi ogni settimana per fare una programmazione, mentre adesso è sufficiente ritrovarsi una volta al mese. Anche la responsabilità della pastorale, giovanile è stata assunta dal viceparroco, don Francesco Cianchi, che fra l'altro se la cava benissimo. Fra i frutti di questa esperienza, da non trascurare poi il rapporto con le famiglie. La continuità di un rapporto durato negli anni ha indotto anche i più restii ad aprirsi, ed anzi sembra che per affrontare certi problemi una coppia di sposi sia meglio accettata c e non un animatore giovane.
Da parte sua, la parrocchia offre una serie di servizi e di aiuti per i casi di necessità, a partire dal pur banale aiuto scolastico, fino al sostegno nei casi più difficili, sostegno che spesso viene richiesto ed apprezzato.
RdG