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Lettera Franco Taccetti
foto dell'incontro di Franco Taccetti ristabilito con i ragazzi che gli hanno fatto visita in Ospedale Nuovo Ospedale S. Giovanni di Dio
Firenze 15.10.94
Rev.do Parroco, ieri sera alle ore 19.30, nel letto N°22 della 1° Chirurgia di Torre Galli è venuto a trovarmi Gesù! Si è presentato sotto le spoglie di tre ragazzini, spauriti ma forti, sereni, determinati con con quella loro luce celestiale negli occhi. “Siamo della Parrocchia di s. Bartolo in Tuto” mi hanno detto avvicinandosi al mio letto. Lì per lì credevo ad un errore: che c'entravo io che abito all'Impruneta? Tre bambini, soli, alle 19.30, in un ospedale a trovarmi? Allora ho capito che “era lui” che veniva a trovarmi, che aveva scelto di mostrarsi nella forma che a Lui piace tanto: i piccoli. Chissà se quando disse “Lasciate che i pargoli vengano a me” non avesse voluto intendere anche “in modo che Io possa rimandarli a voi”! Si capiva che Dio guidava il loro pensiero e le loro parole: “Lei è qui in un letto solo e sta soffrendo. Ma sappia che non è solo: noi da lontano preghiamo e pregheremo anche per lei”. Dovevo aspettare di giungere a 63 anni per imparare che, a chilometri di distanza, senza conoscermi, qualcuno prega e pregherà per me, per la mia guarigione! Ma allora se oggi, nel baratro in cui viviamo, ci sono ancora giovani, giovanissimi così, e persone che li guidano con tanto amore, Gesù “ritorna” fra noi e il domani non deve più farci paura. Non importa che ad annunciarcelo siano grandi Profeti o fanciulli testimoni di una fede che scuote pure noi grandi. L'ho visto Gesù, mi creda, accanto al mio letto perché si è avverata la sua parola: “Là dove due o più sono uniti nel mio nome in mezzo a loro ci sarò Io”. E avrebbe dovuto vedere come erano uniti. Parlavano alternandosi, con serenità, chiarezza, preparazione, convinzione. E ogni volta che uno prendeva a turno la parola, si integrava col pensiero e la parola dell'altro! E' stato stupendo quando mi hanno chiesto SE VOLEVO (non imponendomelo) che mi leggessero un brano del Vangelo. Mentre ascoltavo ho avuto la sensazione che fosse Gesù a parlarmi.” Ma quel che è stupendo è che la guarigione del pezzo evangelico ME LA HANNO AVALLATA LORO! “Lei guarirà perché il Signore lo vuole e perché noi lo vogliamo pregando per lei”! Volevo abbracciarli tutti e tre ma per tutto il colloquio ho chinato il capo sul cuscino e non ho saputo far altro che piangere. Di gioia perché il mio Signoreè venuto a trovarmi, ha risposto al mio appello e lo ha fatto nella veste di tre fanciulli. Le loro parole, grandi più di loro ma non per questo non sentite mi hanno quanto possa la fede, la speranza, la carità.Che fortuna per i genitori avere dei figli così. Io pregherò perché il Signore glieli conservi perché tanto bene, tanta bontà, tanto amore devono ancora donare. Le allego un modesto pensiero che lei utilizzerà come meglio crede per il suo apostolato.Chissà che un giorno non venga a trovarvi. Ed ora a lei un abbraccio per aver saputo formare simili giovani. Che importa se il numero dei parroci diminuisce? Basta che quei pochi che rimangono sappiano trasfondere l'amore come ha fatto con i suoi ragazzi. Vi abbraccio insieme: i ragazzi, i genitori e lei:
Franco. P.S. Sono un ex-allievo di Don Facibeni. Io pregherò per voi."